Cerco casa disperatamente

Oggi è stata una normale giornata universitaria. E’ interessante visitare molti pazienti. Certo, noi come studenti non facciamo moltissimo, però almeno possiamo vedere da vicino come bisogna comportarsi nelle diverse situazioni. Gli atri studenti Erasmus sono abituati a fare tutte queste ore di pratica, alcuni nei loro paesi (come gli svedesi) ne fanno anche di più. A quanto pare in Italia siamo quelli messi peggio da questo punto di vista.

Agli svedesi si è liberata una stanza in casa e vorrebbero tantissimo che andassi a vivere con loro. La casa è molto vicina all’ospedale (cinque minuti a piedi) e in una buona zona della città. Però sono indecisa se accettare o meno.

Loro sono davvero bravi e simpatici. Mi frenano però due cose. La prima è che mi sarebbe piaciuto riuscire a trovare dei turchi con cui vivere, la seconda è che a febbraio dovrei cercare un’altra casa perché trascorreranno qui solo un semestre.

Trovare però una stanza conveniente, insieme a turchi e dove voglio io, si sta rivelando un’impresa ardua e se non salta fuori niente di nuovo in questi giorni, credo proprio che accetterò la loro offerta. La cosa positiva è che potrò rispolverare il mio norvegese.

In questo momento l’ostello è strapieno di gente. Non ho più aggiornato la lista dei miei compagni di camera perché ne cambio talmente tanti e con tanta velocità che spesso nemmeno li incontro. Credo che sia anche ora di andare a vivere in una stanza tutta per me o almeno in una camera che non sia da condividere con altre cinque persone.

In ostello ho appena conosciuto una ragazza che studia medicina in Ungheria (è ungherese). Abbiamo parlato un po’ e mi ha detto che nel suo paese medicina è tutta teoria, quasi niente pratica e che devono studiare dalla mattina alla sera e anche la notte se vogliono rimanere in pari. Poi ha aggiunto che in teoria sono sei anni, ma in pratica sette o otto, praticamente mi ha descritto la situazione italiana.

Ho fatto un’altra bella conoscenza ieri. Una ragazza turkmena che ha sempre vissuto in Albania e che è venuta a frequentare l’Università in Turchia. È passata dall’ostello perché l’estate scorsa ha lavorato qui un mese e così ogni tanto torna a salutare. È veramente molto simpatica e anche molto disponibile. Oggi mi ha aiutata tutto il pomeriggio a cercare una stanza guardando nei siti turchi e chiamando le persone. Purtroppo non ne abbiamo ricavato nulla, ma è stata veramente gentile. Si è anche offerta di impartirmi qualche lezione di turco.

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Vista dall’ospedale di Cerrahpaşa, Istanbul
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Il pranzo di oggi alla mensa universitaria
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