Adamo, Eva e l’emicrania

Oggi, dopo le lezioni, io e gli altri studenti Erasmus siamo andati al campus di Beyazıt (dove c’è la sede principale della nostra Università) per ritirare la carta dello studente. La mia ovviamente non è pronta, perché si sono sbagliati e ci hanno riportato sopra solo il mio cognome (senza stamparci il nome). Dovrò quindi aspettare altre due settimane prima che ne preparino una nuova.

La carta serve per mangiare a mensa (finché non ce l’ho, posso comunque usare quella degli altri) e per entrare gratis in tutti i musei del Paese. Anche per entrare al campus bisogna mostrare la carta alle guardie che si trovano all’ingresso. Però a noi stranieri basta dire la parolina magica: “Erasmus” e ci fanno entrare senza chiedere i documenti.

Nonostante non abbia potuto ritirare la mia card, sono contenta perché nell’edificio ho incontrato una ragazza francese, la prima studentessa Erasmus che ho conosciuto quando sono arrivata. In realtà non è francese, è turca, ma è nata e vissuta sempre in Francia ed ora è qui per frequentare un semestre. Parla turco, quindi segue le lezioni in lingua, anche se mi ha detto di avere un po’ di difficoltà a stare dietro a tutte le spiegazioni.

Un professore oggi, per introdurci l’argomento sulle emicranie, ci ha raccontato questa storiella:

“Dio creò Adamo e gli disse di attraversare il fiume. Adamo gli chiese cosa fosse un fiume e Dio glielo spiegò. Dio disse ad Adamo di scalare la montagna. Adamo gli chiese cosa fosse una montagna e Dio glielo spiegò. Dio disse ad Adamo di andare all’entrata della grotta. Adamo gli chiese cosa fosse una grotta e Dio glielo spiegò. Dio disse ad Adamo che all’interno della grotta avrebbe trovato la donna. Adamo gli chiese cosa fosse una donna e Dio glielo spiegò. Dio disse ad Adamo di raggiungerla e di moltiplicarsi. Adamo gli chiese come potersi moltiplicare e Dio glielo spiegò. Adamo entrò nella grotta, ma dopo dieci minuti era già uscito. Dio allora gli chiese: cos’è che vuoi ancora sapere Adamo? e Adamo: cos’è l’emicrania?”

Ora sono in ostello e aspetto la macedone. Stasera andiamo di nuovo a Taksim: ultima sera insieme al tedesco prima che parta.

Domenica mi trasferisco dagli svedesi.

In ostello ho dovuto cambiare stanza per stanotte perché nella mia arriva un gruppo di gente che l’ha prenotata tutta. Mi hanno messo in una camerata da otto con sette cinesi, non capisco nulla di quello che si dicono. Tra l’altro siamo al piano -1. Non vedo l’ora di tornare nella mi splendente camera al secondo piano.

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Gülhane Parkı (Parco delle Rose) – Eminonü, Istanbul
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