Trottolando

Questi ultimi due giorni ho girato come una trottola e ho macinato chilometri e chilometri a piedi.

Ieri pomeriggio sono andata con due miei compagni di corso (una ragazza e un ragazzo) a Taksim. Ci siamo seduti al James Joyce (il locale preferito di Peter) e abbiamo mangiato qualcosa. Poi ci hanno raggiunto gli svedesi.

Verso le otto abbiamo cambiato locale e nel frattempo si sono uniti a noi la ragazza polacca e il suo ragazzo polacco (anche lui studente Erasmus, ma in un’altra facoltà). Siamo andati in un ristorante che si chiama “La fontana di Trevi” al cui interno c’è un bar che si chiama “J’adore”. Questo posto è famoso per le preparazioni al cioccolato (ho assaggiato una torta davvero molto buona). Avendo ancora fame, dopo la torta, ho ordinato una pizza (per vedere come la fanno). La pizza è stata bocciata.

Verso le dieci sia i turchi che gli svedesi sono andati via, così sono rimasta sola con i polacchi, sono simpatici. Con lei, superata la prima impressione non proprio positiva, ho fatto molta amicizia.

Siamo andati a fumare narghilè e a bere tè in un posticino molto carino e abbiamo anche giocato ad un gioco che consiste nel costruire una torre con dei mattoncini di legno e levare man mano i mattoncini senza farla cadere (non so come si chiami).

Verso le due di notte abbiamo cominciato a camminare verso casa. Alla fine, dato che loro abitano più vicini a Taksim rispetto a me (una quarantina di minuti a piedi) siamo andati a piedi da loro e mi sono fermata a dormire lì, sul materasso che hanno in salotto.

Stamattina, dopo aver fatto colazione, mi hanno accompagnata a piedi (mezz’ora di cammino) fino a casa mia.

Questo pomeriggio invece ho camminato almeno quattro ore di fila, in lungo e in largo per la città, insieme agli svedesi. Per la prima volta oggi ho preso il battello che porta da una sponda all’altra del Corno d’Oro. Insieme abbiamo visitato zone non turistiche e molto povere.

Poi ci siamo fermati a Taksim a vedere un film in turco al cinema. Abbiamo capito la maggior parte della trama, pur senza capire una parola. L’unica cosa è che alla fine del film si sono uccisi un po’ tutti a vicenda e non ne abbiamo capito il motivo.

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Un quartiere popolare situato a ridosso di Taksim, Istanbul
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