Problemi con il fuso orario, colazioni troppo piccanti e attentato

Oggi, come da programma, siamo andati a vedere la parata per la Festa della Repubblica.

Mi sveglio verso le sette (stranamente super riposata) e così, dato che mi sembrava di aver dormito troppo poco e dato che ero d’accordo con i miei coinquilini che saremmo usciti alle 8.45, rimango a letto.

Alle 7.40 la svedese entra in camera mia e saltando sul letto mi chiede se avessi ancora intenzione di andare con loro e io gli dico: “Si certo, quando volete uscire?”. Lei mi fa: “Veramente tra cinque minuti” e io le dico: “Ma non dovevamo uscire alle 8.45?”. Lei: “Certo, sono le 8.40” e io: “Ma no, che dici, sono le 7.40”. Per replicare mi mostra il suo cellulare e io continuo a guardare il mio: hanno due orari differenti. Accendo il computer e anche lui ha lo stesso orario del mio cellulare, quindi penso: “O all’improvviso computer e cellulare hanno creduto di essere in Italia e mi hanno riportato all’ora italiana oppure oggi l’orario è cambiato”.

Fatto sta che gli svedesi, ancora convinti fossero le 8.40, stavano uscendo e non volevano sentir ragioni. Li ho pregati di aspettarmi e alla velocità record di sette minuti ho fatto la doccia (senza lavare i capelli ovvio) e mi son vestita (comprese scarpe e cappotto).

Usciti di casa abbiamo chiesto l’ora ad uno spazzino e questo ci ha detto le 9, avvalorando l’ipotesi che il mio computer e il mio cellulare fossero impazziti.

Siamo andati a casa di un amico turco degli svedesi che vive con la madre vedova. Lo hanno conosciuto perché suo fratello studia in Svezia, nella loro Università. La madre ci ha preparato una colazione turca. Tutto molto buono, peccato che ogni pietanza era piccantissima (c’erano pezzi interi di peperoncino in ogni piatto). Stava per venirmi da piangere, ma ho finito tutto e alla fine ho mangiato un quintale di pane e un uovo scondito per calmare i bruciori alla lingua.

Appena arrivati la mamma stava finendo di preparare la colazione e abbiamo dovuto aspettare un po’. Il ragazzo così ci ha detto: “Ce la possiamo prender comoda perché siete arrivati un’ora prima”. “Ah” (ho pensato) “Quindi avevano ragione i miei dispositivi elettronici!” e ho dato un bacio al cellulare.

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La colazione che ha messo a dura prova il mio palato

La parata è cominciata alle 10.30 e si è svolta in un posto molto vicino casa loro. Così alle dieci siamo usciti.

Non ho mai visto una sfilata tanto grande. Sembrava ci fosse l’intero esercito turco. Tutti i rappresentanti dei diversi corpi delle forze armate erano presenti. C’erano una marea di gruppi di boy scout, per non parlare degli studenti di tutti i licei e le medie della città che marciavano con la loro divisa scolastica. Ad un certo punto hanno sorvolato due serie di tre caccia in cielo (che non hanno però lasciato alcuna scia colorata, come fanno le nostre frecce tricolori) e due serie di tre elicotteri.

Il corteo, dopo quasi un’ora di gente che passava, si è chiuso con la sfilata di camion militari (della Mercedes) che trainavano mitragliatrici e carri armati.

Ai lati della strada c’erano molti venditori di bandiere, da quelle piccole a quelle formato gigante. Alcune classiche e alcune con stampato il volto di Atatürk.

Tornata a casa ho letto questa notizia (copio e incollo da APcom):

“Istanbul, 31 ott. E’ di un morto e 32 feriti il bilancio provvisorio delle vittime dell’attentato suicida avvenuto questa mattina nella piazza Taksim di Istanbul. Lo ha reso noto la polizia della metropoli turca. A morire è stato il kamikaze, un uomo di circa 20 anni, che si è fatto esplodere vicino a un presidio della polizia nella principale piazza della città, sulla riva europea. “Quindici poliziotti e 17 civili sono rimasti feriti” ha dichiarato il governatore di Istanbul, Huseyin Avni Mutlu. Nella piazza, la polizia ha poi trovato altri ordigni inesplosi, disinnescati dagli artificieri. L’attentato non è stato ancora rivendicato, ma le autorità sospettano sia stato opera dei ribelli curdi, dato che oggi termina il cessate-il-fuoco decretato dal Pkk. Inoltre, l’attentato coincide con le celebrazioni per l’87esimo anniversario della Repubblica turca, previste venerdì ma rimandate a oggi a causa della pioggia.”

Questo tizio si è fatto saltare in aria parecchio distante dal luogo dove c’è stata la parata, quindi noi non ce ne siamo nemmeno resi conto sul momento di quanto era successo.

Verso le tre è andata via la luce, per alcune ore. Alle cinque ha cominciato a far buio e non vedevo più nulla. Così mi son sdraiata sul divano ad ascoltare musica e guardare il soffitto finché finalmente, un’ora dopo, si è riacceso tutto.

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Militari e studenti alla Parata per la Festa della Repubblica
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