Atene, prima impressione

Stamattina sono arrivata ad Atene alle otto spaccate. Credevo mi avessero lasciato in mezzo al nulla, invece ero a cinque minuti a piedi da casa della coppia che mi ospiterà durante la mia permanenza (che colpo di fortuna). Per trovare il posto dove abitano ho chiesto informazioni fermando diverse persone. Sono stati tutti molto cordiali e ho notato che qui con l’inglese se la cavano meglio che ad Istanbul.

Trovata l’abitazione, dopo aver suonato il campanello due o tre volte, la ragazza mi ha aperto. Credo (anzi sono sicura) di averla svegliata perché, come mi ha spiegato dopo, la sera prima aveva organizzato una cena a casa sua con amici e sono andati a letto tardi.

Siamo state qualche minuto in soggiorno a parlare. Mi ha mostrato i suoi libri e quaderni con i quali sta tentando di imparare l’italiano. Ha la mia età e fa la cassiera in un ristorante, anche se le piacerebbe fare la cuoca. Sta studiando italiano perché le piacerebbe frequentare un corso di cucina in Italia. Nel frattempo, nel locale dove lavora a volte aiuta il cuoco tagliandogli verdure e patate. Mi ha chiesto se uno di questi giorni cuciniamo qualcosa insieme.

Quando il ragazzo si è svegliato abbiamo fatto colazione con delle tortine salate di pasta sfoglia, in alcune c’erano verdure e in altre dei würstel (dopo mesi ho mangiato finalmente del maiale). Poi mi hanno portata in un bar a bere un “frappé”. Con questa parola qui, a quanto pare, intendono caffè freddo shakerato.

Durante il giro che mi hanno portata a fare in città, abbiamo visto molti banchetti che vendevano roba usata: libri, fumetti, medaglie, monete e cianfrusaglie varie. Ho comprato tre Topolini degli anni ’80 per la mia collezione. Siamo poi stati ad un mercato mercato molto grande in cui vendono ogni sorta di prodotto commestibile.

Alle cinque la ragazza è andata a lavorare. Io e il suo ragazzo siamo tornati a casa. Stasera verso le undici la passiamo a prendere e dopo andremo a casa di un loro amico per cenare.

Per ragioni a me sconosciute la mia sim turca qui non funziona. Quindi dovrò fare a meno del cellulare.

Per ora devo dire che la città non mi sembra niente di speciale. Spero di cambiare idea conoscendola meglio, ma a prima vista non si può dire lasci senza fiato.

È positivo che i cartelli stradali abbiano le scritte anche in alfabeto romano (altrimenti mi sarei già persa).

Quello che salta subito all’occhio è che ci sono ovunque decorazioni natalizie. Cosa che ovviamente non avviene in Turchia.

Sta facendo veramente caldo, la temperatura oggi è arrivata a 24° C. Mi hanno detto che queste temperature non sono normali nemmeno qui.

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Strade di Atene
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