Corruzione

La ragazza che mi ospita mi ha appena raccontato di quanto siano presenti l’illegalità e la corruzione in Grecia. Sentendola parlare mi ha dato l’impressione che la loro situazione sia ancora peggiore di quella italiana.

Vi riporto ciò che ha detto riguardo la sanità pubblica: per farsi visitare in ospedale bisogna pagare il ticket (come da noi). Il ticket per moltissime persone è gratis oppure ha un prezzo esiguo. Il problema però è che se vuoi stare tranquillo che il medico ti offra una prestazione ottimale, devi dargli una mazzetta consistente. La maggior parte dei medici quindi, oltre a guadagnare uno stipendio dallo Stato, si arricchisce esigendo pagamenti dai pazienti negli ospedali pubblici. Mi ha spiegato che se l’intervento a cui devi sottoporti è di una certa portata il prezzo da pagare parte da 1000 €. Mi ha raccontato la storia di un medico suo conoscente, ginecologo, che non pretende soldi sottobanco e che per questa ragione viene definito da chi lo circonda, un coglione.

È stato deprimente ascoltare questo racconto. Probabilmente anche in Italia succedono cose del genere, ma almeno per ora, non credo che sia la regola.

Oggi c’è stata una protesta guidata da studenti anarchici contro la polizia per commemorare l’uccisione da parte di un poliziotto di un ragazzo che era seduto ad un bar a bere con gli amici, il 6 dicembre di tre anni fa.

Verso mezzogiorno sono passata a prendere Iliana al lavoro e abbiamo fatto una passeggiata in centro. Abbiamo camminato in mezzo ai ragazzi che formavano un enorme corteo. Alcuni di loro avevano il viso coperto e portavano mazze di legno o di metallo. Hanno lanciato arance e pietre contro gli edifici di alcune banche e poi hanno attaccato i poliziotti. Hanno poi acceso numerosi fumogeni e petardi. In alcuni momenti siamo dovute correre via per non rischiare di farci centrare da qualche sasso o per non ritrovarci in mezzo agli scontri.

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Sul marciapiede di fronte ad una banca

Dopo un po’ siamo andate in un bar che si trova sulla terrazza di un palazzo che affaccia sulla piazza del Parlamento. Da lì la vista di Atene è molto suggestiva e da lì abbiamo continuato ad assistere (a distanza di sicurezza) agli scontri. Abbiamo poi preso un frappé e fatto lezione di italiano.

Alle cinque Iliana è tornata al lavoro, mentre io sono andata a vedere cosa succedeva vicino al Parlamento. Le strade erano piene di poliziotti in motocicletta. Dopo un po’ sono tornata al ristorante, ho aspettato lì il ragazzo della mia amica e sono tornata a casa con lui.

Prima di rientrare mi ha accompagnata a fare il biglietto del treno per andare domani a Nafplio. Ho fatto anche un po’ di spesa per la casa e ho potuto quindi perlustrare un supermercato greco. A livello di prodotti venduti è molto somigliante a quelli italiani. Avevano anche i Ferrero Rocher e ho comprato quelli nella scatola a forma di piramide (tipo albero di Natale) per la mia amica turca e la sua famiglia, dato che in Turchia non li ho visti da nessuna parte. Ho anche preso una confezione di ovetti Kinder con le sorprese di Natale da regalare ai miei coinquilini visto che ad Istanbul non si trovano oggetti natalizi di alcun tipo.

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Poliziotti seguono i manifestanti, Atene

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Manifestanti si dirigono verso Piazza Syntagma, Atene
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